
Esiste un legame tra Helicobacter pylori e la stanchezza?
5 min
L’infezione da H. pylori rimane silente per i primi anni dopo il contagio. Con il tempo si manifesta, naturalmente, con diversi disturbi gastrici, ma non solo. Può anche provocare sintomi che a volte non sembrano legati all’apparato digerente. Facciamo il punto su Helicobacter pylori, stanchezza e altri sintomi che possono far pensare a una gastrite o a un’ulcera.
Cosa ricordare:
- L’infezione da Helicobacter pylori è spesso silente, ma una volta instaurata può causare stanchezza, gastrite, ulcera e diversi disturbi digestivi.
- La stanchezza può derivare dalla risposta immunitaria contro il batterio o da un’anemia causata da lievi sanguinamenti gastrici.
- Un trattamento adeguato permette di eradicare H. pylori nel 90 % dei casi, a condizione di seguire la prescrizione.
- I probiotici, in particolare Lactobacillus reuteri, aiutano a ripristinare la flora intestinale e a migliorare l’efficacia del trattamento.
Helicobacter pylori e stanchezza sono collegati?
L’unico ambiente in cui il batterio Helicobacter pylori può svilupparsi è lo stomaco umano e quello di alcuni animali. Per proliferare, ha bisogno di un ambiente con un pH molto basso. È proprio il caso della cavità gastrica, ricca di acidi.
Le persone contagiate da H. pylori sono spesso asintomatiche per diversi anni. I primi segni compaiono solo quando la colonia batterica raggiunge una certa dimensione. La maggior parte è costituita, naturalmente, da disturbi digestivi dovuti all’infiammazione dello stomaco (gastrite):
- Bruciore di stomaco
- Crampi allo stomaco
- Nausea e vomito
- Possibile perdita di appetito
- Gonfiore
- Eruttazioni
- Difficoltà digestive (dispepsia)
A volte, la presenza del batterio nell’organismo può manifestarsi con sintomi meno specifici.
La presenza di un microbo nello stomaco provoca necessariamente una reazione del sistema immunitario. Per combattere l’infezione e cercare di mantenere al minimo la popolazione di Helicobacter pylori, il sistema immunitario attinge alle risorse dell’organismo. È quindi possibile avvertire una stanchezza insolita, che può diventare cronica ed essere accompagnata da episodi di sonnolenza.
La stanchezza può anche dipendere da una complicazione della gastrite. Se non trattata, infatti, la gastrite può evolvere in un’ulcera gastroduodenale. A sua volta, superato un certo stadio, l’ulcera provoca sanguinamenti nello stomaco. La perdita di sangue attraverso l’apparato digerente può passare inosservata abbastanza a lungo da causare anemia (diminuzione del livello di emoglobina nel sangue). L’anemia, infatti, è generalmente caratterizzata da una forte stanchezza.
Altri fattori e sintomi da non trascurare
La gastrite causata dall’attività di Helicobacter pylori è benigna. È però importante individuarla e trattare l’infezione il prima possibile per evitare complicazioni. Se trascurata, infatti, può evolvere in:
- Ulcera gastrica
- Ulcera duodenale
- Cancro allo stomaco
Per esempio, un dimagrimento inspiegabile associato a disturbi digestivi ricorrenti dovrebbe indurre a consultare un medico. La presenza di sangue nel vomito, che può indicare un’ulcera o persino una perforazione dello stomaco o una patologia digestiva potenzialmente grave, è un sintomo da riferire sempre al medico. Se il sangue non viene espulso dalla parte superiore dell’apparato digerente e passa direttamente nel resto del tubo digerente, le feci diventano nerastre e sviluppano un odore caratteristico.
Alcuni sintomi fanno pensare in particolare a un’ulcera: un dolore intenso allo stomaco, spesso alleviato o accentuato dal cibo, a seconda della sede delle lesioni. Paradossalmente, a volte il dolore si irradia alla schiena, mentre lo stomaco potrebbe non essere affatto dolorante.
La trasmissione di H. pylori avviene soprattutto all’interno della famiglia o tra partner, poiché si trasmette principalmente per via orale. In presenza di precedenti familiari di ulcere gastroduodenali o tumori gastrici, è importante informare il medico curante.
Trattamento contro Helicobacter pylori e stanchezza
Diagnosi e trattamento dell’infezione
In presenza di un quadro clinico che fa sospettare un’infezione da Helicobacter pylori, il medico prescrive un esame di controllo per confermare la diagnosi. In genere si tratta di una fibroscopia gastrica (gastroscopia) con prelievo di cellule dallo stomaco (biopsia). Una volta accertato che i sintomi possono essere attribuiti al batterio, il medico prescrive un trattamento farmacologico a base di tre molecole (triplice terapia) o di quattro molecole (quadruplice terapia).
In entrambi i casi, si tratta di una combinazione di diversi antibiotici e di un inibitore della pompa protonica (IPP), un efficace antiacido. Nel caso della quadruplice terapia, può essere prescritto il farmaco Pylera®. Il suo vantaggio è quello di riunire in un’unica capsula bismuto, metronidazolo e tetraciclina, riducendo così il numero di compresse da assumere.
Stanchezza, durata del trattamento e verifica della sua efficacia
Anche se ha una durata piuttosto breve (10-14 giorni), in rari casi il trattamento contro Helicobacter pylori può causare una sensazione di stanchezza passeggera. Se questa persiste anche dopo la fine del trattamento farmacologico, potrebbe essere necessario parlarne con il medico per individuarne la causa. Il trattamento contro l’infezione da H. pylori è efficace 9 volte su 10; per questo è comunque necessario effettuare un test di controllo (test del respiro all’urea marcata), circa un mese dopo aver interrotto ogni farmaco, per confermare l’eradicazione del batterio.
Assunti in aggiunta al trattamento prescritto, anche i probiotici hanno dimostrato di favorire la guarigione da un’infezione da Helicobacter pylori, in particolare Lactobacillus reuteri. Per questo abbiamo incluso questo ceppo nel nostro integratore alimentare L. Reuteri (ex-Pylo Balance) e lo abbiamo abbinato ai ceppi di fermenti lattici Lactobacillus plantarum e L. rhamnosus, dalle numerose proprietà benefiche per l’apparato digerente.







