
Helicobacter pylori e sintomi legati alla sua proliferazione
5 min
Helicobacter pylori è un batterio a forma di elica che, a differenza della maggior parte degli altri microrganismi, predilige il pH basso dello stomaco. Proliferando sulle pareti gastriche, nonostante la loro elevata acidità, H. pylori è responsabile di diversi disturbi digestivi che possono arrivare fino all’ulcera gastroduodenale e persino al cancro gastrico. È quindi molto importante individuarne la presenza. Facciamo il punto su Helicobacter pylori e sui sintomi legati alla sua proliferazione.
Da ricordare:
- L’infezione da Helicobacter pylori può causare disturbi gastrici, vomito, dolori atipici e stanchezza.
- Se non trattata, può evolvere in un’ulcera o, in rari casi, in un cancro allo stomaco.
- La diagnosi di H. pylori si effettua mediante gastroscopia con biopsia, in particolare in caso di precedenti di ulcera.
- L’infezione viene generalmente trattata con antibiotici e inibitori della pompa protonica (IPP) per ridurre l’acidità e favorire la guarigione.
- Alcuni probiotici, come Lactobacillus reuteri, possono anche contribuire a ridurre la presenza di H. pylori nello stomaco.
Riconoscere i sintomi legati a Helicobacter pylori
In Francia, il batterio Helicobacter pylori è molto diffuso in tutte le fasce d’età, indipendentemente dal sesso. Riguarda tra il 15 e il 30 % della popolazione, ovvero circa 17 milioni di francesi.
Si contrae facilmente, spesso già durante l’infanzia all’interno del nucleo familiare. Tuttavia, la contaminazione da H. pylori si manifesta solo dopo diversi anni; i primi sintomi vengono talvolta trascurati, perché chi ne soffre può attribuirli a un’altra causa.
L’infezione da Helicobacter pylori provoca necessariamente un’infiammazione della mucosa gastrica, all’origine di diversi disturbi. Questa gastrite può manifestarsi con diversi segni, che compaiono gradualmente o all’improvviso, a seconda dei casi:
- Dolori gastrici simili a bruciore, spesso nella parte alta dell’addome
- Una sensazione di pesantezza durante la digestione
- Dolori addominali
- Gonfiore e eruttazioni
- Nausea e vomito, talvolta fino alla perdita di appetito
Il batterio Helicobacter pylori può causare complicazioni?
Se non trattata, l’infiammazione provocata da H.pylori può evolvere in patologie più gravi, come l’ulcera gastrica, ovvero una lesione della parete interna dello stomaco. Questa condizione può interessare anche il duodeno, la prima parte dell’intestino tenue. Nei casi più gravi, un’ulcera non trattata può arrivare fino alla perforazione della parete gastrica, che a sua volta può causare una peritonite. In circa l’1 % dei casi, l’infezione da H. pylori non trattata può portare a un cancro allo stomaco.
Alcuni sintomi d’allarme e precedenti clinici devono spingere a consultare un medico, in particolare:
- Dolori che peggiorano mangiando (in caso di ulcera gastrica) o, al contrario, si attenuano con l’assunzione di cibo (ulcera duodenale)
- Perdita di peso legata alla riduzione dell’appetito
- Stanchezza cronica
- Precedenti di ulcera gastrica o duodenale oppure di cancro digestivo, anche in famiglia
- Anemia sideropenica o carenza di vitamina B12 senza una causa nota
- Sangue nel vomito o nelle feci (feci nere e maleodoranti)
Paradossalmente, i dolori da ulcera si possono talvolta avvertire alla schiena. Si parla in questo caso di dolore irradiato.
Come confermare che Helicobacter pylori sia responsabile dei disturbi avvertiti?
Quando disturbi persistenti fanno pensare a un problema allo stomaco, è importante individuarne con precisione la causa. Durante la visita, il medico inizia valutando i sintomi descritti, i precedenti personali e familiari e alcuni fattori che possono aggravare la situazione, come l’assunzione prolungata di antinfiammatori o antibiotici.
Per molti pazienti, la conferma della presenza del batterio si basa su esami diagnostici mirati. Il gastroenterologo può consigliare una gastroscopia con biopsia, soprattutto in caso di sospetta ulcera o di precedenti clinici che comportano un rischio. Questo esame consente di osservare direttamente la mucosa e di rilevare con affidabilità la presenza del batterio.
In alcune situazioni si può anche proporre un test del respiro con urea marcata. Si tratta di una soluzione meno invasiva per confermare la presenza del batterio e, soprattutto, verificarne l’eliminazione dopo il trattamento. A volte può essere utile un secondo controllo per accertare l’eradicazione completa del batterio.
Nella pratica, non tutti i pazienti seguono lo stesso iter diagnostico. Quando i primi risultati non sono certi, si può proporre un secondo controllo per verificare meglio la presenza del batterio. Questa prudenza permette di evitare la prescrizione non necessaria di antibiotici e di limitarne i potenziali effetti collaterali.
Come liberarsi del batterio H. pylori?
Durante la visita, il medico valuta i sintomi riferiti e prescrive gli esami complementari necessari per confermare la presenza di Helicobacter pylori.
Individuare l’infezione da questo batterio è particolarmente importante in caso di assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), aspirina o nei pazienti che soffrono già di un cancro digestivo o di porpora trombocitopenica immune.
Una volta stabilito il legame tra Helicobacter pylori e i sintomi avvertiti, il trattamento farmacologico classico consiste nell’assunzione di antibiotici associati a un inibitore della pompa protonica (IPP), un farmaco che riduce l’acidità dello stomaco. Questo trattamento è efficace in 9 casi su 10.
Helicobacter pylori e i suoi sintomi: consigli per ritrovare il benessere digestivo
Per prevenire la comparsa di una gastrite o alleviare i dolori se è già presente, si possono adottare diversi accorgimenti. Innanzitutto, evitate di assumere farmaci di vostra iniziativa, soprattutto FANS (aspirina, ibuprofene, diclofenac, ketoprofene, ecc.). Queste molecole non fanno che accelerare il deterioramento delle pareti gastriche.
Se possibile, eliminate il consumo di tabacco. Anche le situazioni stressanti e la mancanza di sonno possono aggravare la gastrite. Per quanto riguarda l’alimentazione, frazionate i pasti, evitando che siano troppo abbondanti, per limitare l’ipersecrezione di acido. Non coricatevi subito dopo aver mangiato ed evitate di bere mentre mangiate, per non dilatare lo stomaco.
Eliminate gli alimenti e le bevande che possono irritare la mucosa: peperoncino, spezie piccanti, alcol, tè, caffè, cioccolato e cibi grassi. A volte si consiglia il latte per calmare lo stomaco: è un errore! Anche se ha un sapore delicato, il latte diventa molto acido una volta raggiunto l’apparato digerente.
Al contrario, non rinunciate al miele e agli yogurt ricchi di prebiotici e probiotici, che aiutano la mucosa gastrica a cicatrizzare.
Parliamo proprio di probiotici!
Lactobacillus reuteri, un fermento lattico probiotico, ha dimostrato di essere efficace nel ridurre la quantità di batteri Helicobacter pylori nello stomaco. Legandosi a loro, ne favorisce l’eliminazione, riducendo così la carica batterica. Potete trovare questo prezioso alleato nella nostra formula L. Reuteri, in associazione con altri due ceppi di probiotici ricchi di benefici per l’apparato digerente.







