Helicobacter pylori

Test del respiro per Helicobacter pylori: come funziona?

Responsabile della gastrite, dell’ulcera gastrica o duodenale e della maggior parte dei tumori dello stomaco, il batterio H. pylori prolifera sulla superficie della mucosa gastrica di molte persone. Per identificarne la presenza, i medici ricorrono alla gastroscopia. Esiste però anche un test del respiro, molto meno invasivo. Questo permette in particolare di confermare l’efficacia del trattamento prescritto per eradicarlo. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul test del respiro per Helicobacter pylori!

Da ricordare

  • Perché fare il test per Helicobacter pylori? Perché questo batterio può causare bruciore di stomaco, gonfiore e ulcere.
  • Una diagnosi accurata permette di evitare complicazioni come il tumore gastrico.
  • Il test del respiro è un metodo non invasivo che rileva H. pylori analizzando il respiro.
  • Questo test è affidabile al 95% e viene spesso utilizzato per verificare l’eradicazione del batterio dopo il trattamento.

Perché fare un test del respiro per Helicobacter pylori?

Se vi rivolgete al medico per trovare una soluzione al bruciore di stomaco, cercherà di capire se soffrite di altri disturbi digestivi che potrebbero far pensare a un’infezione da H. pylori. Tra questi, si possono citare nausea e vomito, dispepsia (digestione difficile), reflusso acido, eruttazioni e gonfiore.

Durante la visita, valuterà anche i vostri precedenti personali e familiari. Potrà così verificare la presenza di casi di ulcera o tumore gastrico tra i vostri familiari più stretti. L’infezione da questo batterio, infatti, si trasmette spesso all’interno della famiglia. Se il quadro clinico gli sembrerà sufficientemente indicativo, cercherà di confermare la diagnosi con un test.

Esistono diversi metodi per confermare la presenza di Helicobacter pylori nello stomaco. Il più affidabile e conosciuto è la gastroscopia, o fibroscopia gastrica. Esistono però anche altre tecniche meno invasive:

  • Esame del sangue
  • Ricerca di antigeni nelle feci
  • Test del respiro all’urea marcata con C13

Sebbene sia molto affidabile, il test del respiro viene utilizzato raramente come prima scelta per confermare l’infezione da H. pylori. Il rischio che una gastrite o un’ulcera gastroduodenale evolva in un tumore gastrico è concreto. Per questo si raccomanda la gastroscopia con biopsia, per analizzare direttamente la mucosa digestiva. Il test del respiro all’urea marcata, invece, è la tecnica utilizzata per verificare l’efficacia della terapia antibiotica prescritta dal medico di base o dal gastroenterologo.

Condizioni da rispettare prima di sottoporsi a un test del respiro di controllo

Quando è dimostrato il coinvolgimento di Helicobacter pylori, è necessario seguire un trattamento farmacologico ben preciso per eliminarlo. In genere si tratta di una triplice terapia che comprende due antibiotici e un antiacido, oppure di una quadruplice terapia con l’aggiunta del bismuto. Questo trattamento è efficace nella maggior parte dei casi, ma può fallire in circa il 10% dei casi. Per questo è importante confermare l’eradicazione di H. pylori.

Perché il test sia utile, è ovviamente necessario aver seguito il protocollo terapeutico fino alla fine. Per ottenere un risultato affidabile, l’assunzione di antibiotici, sia che riguardi l’infezione da Helicobacter pylori sia un’altra patologia, deve essere stata interrotta da almeno 4 settimane prima del test. È inoltre necessario evitare di assumere farmaci antiacidi di tipo IPP (inibitori della pompa protonica) nelle due settimane che precedono il test. Anche l’assunzione di un farmaco protettivo gastrointestinale il giorno prima o il giorno stesso del test rischia di falsarne i risultati.

Come si svolge il test del respiro per Helicobacter pylori

Il test del respiro per Helicobacter pylori si svolge in un laboratorio di analisi. Prima bisogna procurarsi in farmacia il kit necessario, dietro prescrizione medica. Esistono diversi tipi di test del respiro; i più noti sono Helikit® e Helicobacter Test Infai®. Perché il test sia efficace, bisogna presentarsi a digiuno da almeno 6 ore, senza aver mangiato, bevuto o fumato.

Il test si basa sulla capacità di H. pylori di degradare l’urea, detta attività ureasica. Per rilevare la presenza del batterio, il biologo fa ingerire al paziente una piccola quantità di urea marcata con carbonio 13 (un isotopo stabile del carbonio). Dopo 30 minuti, gli chiede di soffiare in una provetta apposita per raccogliere l’aria espirata.

Se nell’analisi del campione si rileva carbonio 13, significa che l’urea è stata degradata e che quindi Helicobacter pylori è presente nello stomaco. Se la cavità gastrica è perfettamente sana, il campione conterrà solo una quantità minima di carbonio 13. Questo test non invasivo è molto specifico (oltre il 98%) e affidabile, poiché ha successo nel 95% dei casi.

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