
Esiste un pericolo nell’assumere melatonina? Rispondiamo alle vostre domande.
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L’uso della melatonina come integratore alimentare è consigliato a chi soffre di insonnia, per aiutarlo a dormire meglio. Ma la melatonina può essere pericolosa? Rispondiamo alle vostre domande sull’argomento.
Da ricordare:
- La melatonina è un ormone che regola il ciclo sonno-veglia. In genere è ben tollerata, ma può provocare alcuni effetti collaterali: sonnolenza, mal di testa o vertigini.
- Non crea dipendenza né assuefazione, a differenza dei sonniferi. Il suo unico ruolo è segnalare al corpo che è ora di dormire.
- L’assunzione quotidiana non è pericolosa, ma dovrebbe essere temporanea e mirare a ripristinare il ritmo circadiano. È particolarmente utile in caso di jet lag o esposizione alla luce blu.
- Il suo uso è sconsigliato alle donne in gravidanza o in allattamento, ai bambini e agli adolescenti, nonché a chi svolge professioni a rischio.
- Può interagire con alcuni farmaci (antidepressivi, ansiolitici, antibiotici, antipertensivi, anticoagulanti) e va assunta sempre previo parere medico.
Pericoli della melatonina: gli aspetti essenziali da conoscere
Quali sono i pericoli della melatonina?
La melatonina è consigliata come integratore (o prescritta come farmaco) a chi ha difficoltà a dormire a causa di bassi livelli di questo ormone nell’organismo. La melatonina è infatti un neurotrasmettitore secreto dall’epifisi, nel cervello, non appena diminuisce la luminosità percepita. Invia al sistema nervoso un messaggio chiaro: “sta iniziando a fare buio, è ora di rallentare l’attività”.
Questo ormone è generalmente ben tollerato da chi lo assume in forma sintetica (in capsule o compresse). Può tuttavia provocare alcuni effetti indesiderati nelle ore successive all’assunzione. Sono relativamente rari e scompaiono spontaneamente una volta che la melatonina è stata eliminata dall’organismo.
Gli effetti collaterali della melatonina possono essere:
- Sonnolenza
- Vertigini
- Senso di stanchezza durante il giorno
- Diminuzione della vigilanza
- Cefalea (mal di testa)
- Nausea
In alcuni casi può provocare l’effetto opposto a quello desiderato, causando insonnia e/o incubi. Al di là di questi sintomi poco frequenti, la melatonina non presenta particolari pericoli, tranne che per le persone che assumono determinati farmaci.
Pericolo della melatonina: è una droga?
NO! Il grande vantaggio della melatonina rispetto ai sonniferi è che non ha effetti psicotropi e non modifica il comportamento. Il suo ruolo non è “stordirvi”, ma dire al vostro organismo che deve rilassarsi per favorire l’addormentamento. Non provoca quindi dipendenza né sintomi di astinenza quando si interrompe l’assunzione. Inoltre, non provoca assuefazione e, salvo rari casi, non causa sonnolenza.
È pericoloso assumere melatonina tutti i giorni?
Niente affatto, ma non è nemmeno il modo giusto di usare la melatonina. L’assunzione quotidiana non comporta particolari problemi di salute, ma un integratore di melatonina dovrebbe servire soprattutto a “rieducare” l’organismo, ripristinando la regolarità del suo ciclo circadiano (alternanza sonno-veglia).
In linea di principio, è utile assumere melatonina per alcuni giorni o alcune settimane, per ritrovare orari di risveglio e di riposo che consentano di godere di un sonno ristoratore. È particolarmente utile per chi viaggia e subisce gli effetti del jet lag o per chi ha una carenza di melatonina dovuta a un’eccessiva esposizione alla luce blu degli schermi.

Quali precauzioni d’uso occorre seguire per evitare ogni pericolo con la melatonina?
Si può somministrare la melatonina alle donne in gravidanza e ai bambini?
Benché non vi siano veri e propri pericoli associati alla melatonina, i dati scientifici sul suo uso nei più giovani o in gravidanza sono ancora insufficienti. Pertanto, salvo diverso parere medico, se ne sconsiglia la somministrazione a bambini, adolescenti, donne in gravidanza o in allattamento.
Si può assumere melatonina se si svolge un lavoro pericoloso o si guida?
La melatonina può talvolta causare sonnolenza durante il giorno, difficoltà di concentrazione o calo della vigilanza. Questo accade soprattutto se si assumono dosi troppo elevate o se la si prende troppo tardi (dopo le 22/23). In questi casi, la melatonina non viene eliminata abbastanza presto da consentire uno stato di veglia ottimale al mattino. Per evitare problemi, è preferibile iniziare l’integrazione la sera prima di un giorno in cui non si hanno in programma attività che richiedono attenzione, così da valutare la propria reazione ai suoi effetti.
La melatonina è compatibile con altri farmaci?
La melatonina è sconsigliata a chi assume determinati farmaci con cui può interagire. È meglio evitarla se si assumono antidepressivi (in particolare fluvoxamina e imipramina). Anche gli ansiolitici della famiglia delle benzodiazepine e alcuni ipnotici non sono compatibili con il suo uso.
Sono stati segnalati casi di interazione farmacologica anche con alcuni antistaminici, con gli antibiotici della famiglia dei chinoloni e con farmaci antipertensivi, anticoagulanti o antinfiammatori. La melatonina è inoltre sconsigliata ai pazienti affetti da epilessia, asma o diabete di tipo 2.
In ogni caso, informate sempre il vostro medico curante prima di ricorrere all’automedicazione con melatonina o altre sostanze, se soffrite di una patologia o seguite una terapia a lungo termine.
Come usare correttamente la melatonina?
Quando la melatonina è efficace
La melatonina è efficace quando la carenza di questo neurotrasmettitore nell’organismo provoca:
- Insonnia
- Difficoltà ad addormentarsi
- Risvegli notturni frequenti
- Difficoltà a svegliarsi al mattino a causa di un addormentamento tardivo
- Stanchezza e disturbi dell’attenzione, della vigilanza e della concentrazione dovuti alla mancanza di sonno
È invece inefficace se questi stessi disturbi non sono causati da una carenza di melatonina.
Dosaggio della melatonina
La melatonina va assunta nelle seguenti dosi:
- Da 1 a 2 mg, 30 minuti prima di coricarsi, per trattare i disturbi del sonno.
- 0,5 mg il giorno della partenza e il giorno precedente, poi nei primi giorni del soggiorno, per attenuare gli effetti del jet lag.
L’Anses raccomanda di non superare mai una dose massima di 2 mg al giorno.
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