
Cosa fare quando ci sono lieviti Candida albicans nelle feci?
4 min
Dopo aver effettuato una coprocultura prescritta dal medico, hai scoperto la presenza di Candida albicans nelle feci. Ti stai chiedendo come procedere? Ecco alcune informazioni utili per impedire la proliferazione di questo lievito ed evitare la candidosi digestiva.
Da ricordare:
- Candida albicans è un fungo naturalmente presente nell’intestino. Tuttavia, una sua proliferazione eccessiva può causare candidosi e diversi disturbi digestivi.
- La candidosi viene diagnosticata tramite una coprocultura, che valuta la quantità di Candida albicans. L’esame consente anche di individuare eventuali trattamenti antimicotici efficaci.
- Il trattamento associa generalmente antimicotici e probiotici e, talvolta, antibiotici per evitare superinfezioni.
- Per prevenire le recidive, è necessario rafforzare la flora intestinale con probiotici, come la nostra formula Probio+. La loro assunzione va accompagnata da uno stile di vita equilibrato e da buone abitudini alimentari.
Perché si trova Candida albicans nelle feci?
Facciamo il punto sulla candidosi digestiva
Candida albicans è un fungo microscopico dall’aspetto biancastro che prolifera naturalmente nel tratto digerente e nella zona intima femminile. In condizioni normali è presente in quantità molto ridotte e non causa particolari problemi. A volte, però, comincia a proliferare in modo incontrollato. Invade così la mucosa intestinale e poi le pareti degli organi digestivi adiacenti. È ciò che viene chiamato candidosi.
La candidosi provoca numerosi disturbi digestivi:
- Diarrea
- Stitichezza
- Gonfiore
- Gas intestinali
- Dolori addominali
Possono comparire anche prurito e irritazione anale. In alcuni casi, chi soffre di candidosi digestiva può avvertire una forte stanchezza ed essere più sensibile alle infezioni virali e batteriche, oltre che alle allergie.
L’esame delle feci per confermare la diagnosi
Un medico consultato per sintomi di questo tipo può prescrivere una coprocultura. Si tratta di un esame biologico delle feci che ricerca parassiti, batteri e lieviti che possono compromettere la salute digestiva. L’esame viene generalmente completato da un antibiogramma e/o da un antifungigramma che indica le sostanze farmacologiche efficaci contro gli eventuali germi patogeni identificati.
La coprocultura consente in particolare di contare le colonie di Candida albicans nel campione di feci fornito dal paziente affetto da micosi intestinale. Poiché questo lievito vive naturalmente nel colon, solo un medico o un biologo può dirti se le quantità rilevate sono all’origine di un malfunzionamento dell’apparato digerente. Spetta inoltre al medico stabilire se queste quantità giustifichino o meno un trattamento specifico.
Trattamento tradizionale della micosi da Candida albicans
La candidosi intestinale si cura generalmente con un farmaco antimicotico sotto forma di capsule o compresse. Talvolta, per trattare le parti superiori dell’apparato digerente (in particolare la cavità orale e l’esofago), viene prescritta una soluzione liquida da assumere per via orale, contenente principi attivi antimicotici. Se il medico ritiene che ci sia un rischio di superinfezione, prescriverà un trattamento antibiotico preventivo.
Infine, se i lieviti hanno invaso anche le parti genitali, una crema antimicotica da applicare localmente o ovuli vaginali aiuteranno a distruggere Candida albicans a livello delle mucose intime. In questo caso, la terapia antibiotica può contribuire a prevenire lo sviluppo di un’infezione urinaria.
Cosa fare per evitare la presenza di Candida albicans nelle feci?
Ritrovare il benessere digestivo ripristinando la diversità del microbiota
Rilevare Candida albicans nelle feci indica soltanto una moltiplicazione patologica di un fungo normalmente presente nell’intestino. In una persona in buona salute, i batteri buoni e i lieviti probiotici che compongono la flora intestinale si occupano, in linea di principio, di impedirne la proliferazione anomala. Può però accadere che la flora si alteri e perda la sua efficacia, lasciando così sviluppare l’infezione fungina.
Una volta diagnosticata e trattata la candidosi, Candida albicans è normalmente scomparsa o si è ridotta notevolmente. Tuttavia, la popolazione di fermenti lattici benefici del microbiota intestinale non è stata ripristinata. Talvolta può essersi ulteriormente impoverita a causa del trattamento, se comprendeva antibiotici.
Per evitare una recidiva della candidosi, occorre correggere lo squilibrio della flora, apportandole i microrganismi che costituiscono le sue normali difese naturali : lattobacilli, streptococchi, lattococchi, bifidobatteri, saccharomyces.
Il nostro integratore alimentare Probio+ fornisce 10 ceppi di probiotici e oltre 60 miliardi di fermenti lattici di alta qualità per dose giornaliera. È ideale per prevenire lo sviluppo di Candida albicans nelle feci e ridurre il rischio di candidosi recidivante rafforzando il sistema immunitario.
Adottare buone abitudini alimentari
Seguire un’alimentazione equilibrata è importante per preservare l’efficacia del microbiota intestinale dopo una candidosi. Anche se non esiste una dieta specifica i cui effetti siano comprovati dalla ricerca, in genere si consiglia di limitare gli zuccheri raffinati e i prodotti industriali ultra-processati, che tendono a nutrire i lieviti e a favorire lo squilibrio della flora intestinale.
Inoltre, privilegia alimenti poco trasformati e vari. Puoi arricchire i tuoi pasti con frutta, verdura, frutta a guscio e spezie, che apportano non solo fibre benefiche per la digestione, ma anche antiossidanti che contribuiscono a creare un ambiente favorevole allo sviluppo di un microbiota sano.
Si raccomanda anche di preferire grassi di qualità, come l’olio d’oliva, e di mantenere un apporto sufficiente di proteine grazie a latticini, uova e carne. Questi alimenti contribuiscono a un’alimentazione più equilibrata, sostengono il mantenimento delle mucose intestinali e favoriscono un maggiore senso di sazietà, aiutando così a limitare il consumo di alimenti ricchi di zuccheri raffinati.







