
Il dosaggio dell’arpagofito
4 min
Molto efficace nel contrastare i dolori articolari, l’arpagofito, o artiglio del diavolo, è una potente pianta medicinale. In alcuni casi può sostituire i trattamenti farmacologici tradizionali, ma va assunto nelle giuste condizioni per alleviare efficacemente i disturbi ed evitare effetti collaterali. Qual è il dosaggio dell’arpagofito? Come si assume? Scopriamolo!
Da ricordare
- L’arpagofito, o harpagofito, contribuisce a migliorare la digestione, stimolare l’appetito e alleviare i dolori infiammatori, articolari, muscolari e tendinei.
- È inoltre consigliato in fitoterapia per migliorare la mobilità in caso di artrite, artrosi, reumatismi e tendiniti. La sua efficacia per la salute delle articolazioni è riconosciuta clinicamente dall’OMS.
- Per beneficiare delle proprietà dell’arpagofito, è importante rispettare i dosaggi ottimali consigliati e chiedere il parere di un medico in caso di dubbi sui suoi effetti.
- È disponibile in diverse forme (capsule, polvere, infusi, tintura madre…). Può essere usato da solo o in associazione con altre piante.
- Secondo i dati clinici, è preferibile evitarne l’uso in caso di precedenti ulcere, disturbi cardiovascolari, gravidanza o allattamento.
In quali casi assumere l’arpagofito?
L’estratto dei tuberi (radice) di arpagofito (Harpagophytum procumbens) è usato in fitoterapia per trattare diversi disturbi. Grazie alle sue proprietà benefiche per l’apparato digerente, aiuta a ritrovare l’appetito, calmare le indigestioni e risolvere i problemi di stitichezza.
Ma l’artiglio del diavolo è soprattutto un efficace antinfiammatorio naturale. Nella medicina naturale è consigliato per dare rapido sollievo in caso di dolori articolari, muscolari e tendinei:
- Artrite
- Artrosi
- Reumatismi
- Artrite reumatoide
- Tendiniti
- Distorsioni
- Ecc.
Utile per trattare i dolori articolari da lievi a moderati, questa pianta è riconosciuta dall’OMS come clinicamente efficace. Gli studi clinici hanno persino dimostrato che un ciclo di trattamento con arpagofito può talvolta sostituire vantaggiosamente i classici farmaci antinfiammatori in caso di fastidi articolari.
Come assumere l’arpagofito?
Da solo o in associazione con altre piante
I principi attivi dell’arpagofito si trovano principalmente nelle radici secondarie. Tra questi vi sono arpagosidi, flavonoidi, fitosteroli e glucosidi. L’artiglio del diavolo è disponibile in commercio in forma liquida e solida: capsule, compresse, fiale, polvere, estratto secco, infuso ecc.
L’arpagofito è di per sé un ingrediente efficace per trattare i disturbi articolari e digestivi. Può anche essere incluso in una sinergia di piante medicinali dalle diverse proprietà. Apyforme ha scelto di inserirlo nel suo integratore alimentare Articolazioni, che combina piante e un innovativo principio attivo brevettato per migliorare la mobilità. È abbinato al boswellia analgesico e alla membrana dell’uovo di gallina, fonte di condroitina e glucosamina.
Quando assumere questo rimedio tradizionale?
Qualunque sia la forma scelta, è preferibile assumere l’arpagofito appena prima o durante un pasto. In questo modo, il suo effetto sulla digestione sarà attenuato, riducendo il rischio di eventuali effetti indesiderati.
Controindicazioni dell’arpagofito
Sebbene il consumo di questo prodotto provochi pochi effetti indesiderati, se ne sconsiglia l’uso in caso di precedenti ulcere gastriche o duodenali. È inoltre assolutamente sconsigliato assumerlo durante la gravidanza o l’allattamento. È meglio evitarlo anche in caso di disturbi cardiovascolari, in particolare di ipertensione arteriosa.
D’altra parte, il fatto che l’artiglio del diavolo sia una pianta non significa che vada assunto con leggerezza. Rispettate il dosaggio dell’arpagofito per limitare il rischio di effetti collaterali.
Dosaggio dell’arpagofito
Per beneficiare delle proprietà dell’arpagofito, in genere si consiglia di assumere una dose giornaliera di 300 mg di estratto di radice o circa 80 mg di arpagosidi. La dose può tuttavia variare in base al prodotto e alla sua forma, ma anche alla concentrazione di arpagosidi nell’estratto. Un estratto ad alta concentrazione può quindi fornire una quantità equivalente di principi attivi con una dose inferiore.
Se si desidera usare direttamente l’estratto secco in polvere o la radice essiccata e macinata, occorre prepararne un decotto da consumare come tisana. A tal fine, il dosaggio dell’arpagofito è di un cucchiaino di estratto, preferibilmente biologico, da lasciare in infusione in una tazza d’acqua bollente per circa quindici minuti. È possibile anche ricorrere alla tintura madre da diluire in un bicchiere d’acqua.
La durata del trattamento dipende dal motivo d’uso e dalla preparazione scelta. Per ottenere l’efficacia desiderata, l’integrazione può durare diverse settimane, soprattutto quando è finalizzata al benessere articolare in caso di dolori infiammatori.
Se non si ha molta dimestichezza con l’uso delle piante, è meglio scegliere una forma galenica più semplice da utilizzare, come capsule o compresse. L’integratore alimentare Articolazioni di Apyforme è già dosato in capsule per offrire il massimo dei benefici. Pensato per migliorare il benessere articolare e favorire il corretto funzionamento delle articolazioni, contribuisce a ritrovare una mobilità ottimale ogni giorno.







