
Quanto tempo ci vuole perché i probiotici facciano effetto?
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I fermenti lattici, cioè i probiotici, assunti per via orale apportano diversi benefici all’organismo, contribuendo all’equilibrio dei suoi diversi microbioti. Ma quanto tempo impiegano i probiotici per fare effetto? Ecco la nostra risposta!
In breve:
- I probiotici sono microrganismi benefici che riequilibrano i microbioti e favoriscono la digestione, l’immunità e la salute generale. Si trovano negli alimenti, ma per un apporto mirato è preferibile ricorrere agli integratori alimentari.
- Agiscono sulla digestione, sul transito intestinale, sulla produzione di nutrienti, sulla flora vaginale, sulla pelle e sulle reazioni allergiche.
- I loro effetti iniziano dopo due settimane, diventano evidenti dopo tre o quattro settimane e raggiungono il massimo dopo sei settimane.
- Un ciclo dura generalmente da 30 a 60 giorni, talvolta fino a sei mesi, a seconda dello squilibrio intestinale o del problema trattato.
- Per ottenere la massima efficacia, assumeteli a digiuno con una bevanda fredda e scegliete una formula adatta alle vostre esigenze specifiche.
A cosa serve un ciclo di probiotici?
Che cosa sono esattamente i probiotici?
I probiotici sono piccoli organismi particolari che si trovano in alcuni alimenti e integratori alimentari. Ma soprattutto, sono presenti nell’apparato digerente, dove svolgono un’azione che apporta numerosi benefici all’organismo. L’intestino, in particolare il colon, è popolato da ogni sorta di batteri buoni e cattivi.
E i probiotici sono i batteri buoni! Veri e propri supereroi della flora intestinale (detta anche microbiota), svolgono numerose funzioni essenziali per mantenersi in buona salute. Tra i generi più conosciuti figurano Lactobacillus e Bifidobacterium, due gruppi di microrganismi ampiamente utilizzati nelle formule pensate per favorire l’equilibrio digestivo. La loro azione può essere rafforzata dai prebiotici, fibre che fungono da nutrimento per i batteri benefici presenti nell’intestino.
Quali effetti hanno i probiotici sul corpo umano?
Gli effetti dei probiotici variano a seconda dei ceppi studiati, cioè delle diverse sottospecie. Ne esistono diverse famiglie: i lattobacilli, i bifidobatteri, gli streptococchi e i lattococchi, oltre ad alcuni lieviti del gruppo dei saccaromiceti. E ciascuna di queste famiglie comprende diversi ceppi specifici.
Un determinato ceppo non produce necessariamente gli stessi effetti di un altro appartenente alla stessa specie: questo spiega le differenze osservate tra uno studio e l’altro. È anche per questo che gli studi clinici ne valutano generalmente l’efficacia singolarmente.
Tra gli effetti più frequentemente associati all’attività dei probiotici figurano:
- Il miglioramento dei meccanismi della digestione
- Il miglioramento dell’assorbimento dei nutrienti
- La sintesi di alcuni nutrienti importanti: vitamine, acidi grassi a catena lunga, ecc.
- La riduzione dei disturbi gastrointestinali: gonfiore, gas, diarrea, stitichezza
- La regolazione del transito intestinale
- Il sostegno al sistema immunitario grazie al rafforzamento della barriera intestinale e alla produzione di molecole che partecipano alla risposta immunitaria
- La riduzione dei sintomi di alcune malattie infiammatorie intestinali, come la sindrome dell’intestino irritabile (SII)
- La prevenzione delle infezioni vaginali
- La riduzione dei problemi della pelle nelle persone che soffrono di acne, eczema o psoriasi
- La diminuzione delle reazioni allergiche in generale e dei sintomi di allergia e intolleranza alimentare
Quanto tempo impiegano i probiotici per fare effetto?
Se assunti regolarmente, i probiotici possono iniziare a fare effetto dopo due settimane di trattamento. Tuttavia, i loro benefici si avvertono meglio tra la terza e la quarta settimana di integrazione. È il tempo necessario perché inizino a colonizzare efficacemente l’intestino e a riprendere il posto che spetta loro.
Dopo sei settimane, i loro effetti raggiungono il massimo. Si raccomanda tuttavia di non assumere probiotici continuativamente per mesi, così da preservare l’equilibrio del microbiota interessato. Il tempo necessario perché agiscano dipende in particolare dal numero di miliardi di microrganismi assunti ogni giorno, ma anche dalla regolarità dell’assunzione e dalla qualità dell’integratore utilizzato.
Inoltre, all’inizio del trattamento, il graduale adattamento del microbiota può talvolta essere accompagnato da effetti collaterali transitori. In genere si tratta di gonfiore o di cambiamenti nella frequenza delle evacuazioni, con episodi passeggeri di diarrea. Di solito scompaiono dopo alcuni giorni.
Come seguire un’integrazione efficace di probiotici?
Quanto dura un ciclo di probiotici?
Per essere efficace, un ciclo di probiotici dura in media da 30 a 60 giorni. La quantità di ceppi assunti varia a seconda della gravità dello squilibrio del microbiota (disbiosi) e dei sintomi associati. Gli integratori alimentari in commercio presentano generalmente concentrazioni che vanno da un miliardo a diverse decine di miliardi di microrganismi per dose.
In alcuni casi, l’integrazione può durare fino a 6 mesi (in particolare, per trattare una candidosi estesa). Si articola allora in diverse fasi (intensiva/ciclo vero e proprio/mantenimento), per ognuna delle quali è consigliato un dosaggio diverso.
Come ottimizzare l’assunzione dei probiotici?
Per ottenere gli effetti desiderati, è innanzitutto importante scegliere un integratore di probiotici che risponda alle esigenze del microbiota. La scelta dell’integratore probiotico deve inoltre tenere conto dell’obiettivo da raggiungere, che si tratti di disturbi digestivi frequenti, diarrea occasionale o benessere intestinale quotidiano.
Infatti, alcuni prodotti agiscono soprattutto sulla flora intestinale, come la nostra formula Probio+, che contiene fermenti lattici naturalmente presenti nell’intestino. Altri sono dedicati alla salute gastrica, come Pylo Balance, oppure all’equilibrio della flora vaginale, come Probio+ Intima, composta esclusivamente da ceppi di Lactobacillus rappresentativi di questo microbiota, tra cui il ceppo Lactobacillus crispatus.
Alcuni ceppi mostrano inoltre risultati più interessanti per trattare la stitichezza, come Bifidobacterium lactis o Bifidobacterium animalis. Altri migliorano i sintomi associati alla sindrome dell’intestino irritabile, come Lactobacillus plantarum, Bifidobacterium infantis o Lactobacillus rhamnosus GG.
Anche il modo in cui si assume l’integratore di probiotici è importante. È preferibile assumerlo al mattino a digiuno o lontano dai pasti. In questo modo si evita di «diluire» i probiotici negli alimenti e nei liquidi consumati durante il pasto. Ricordate inoltre di deglutirli con una bevanda fredda, mai calda. Il calore, infatti, distrugge i ceppi di fermenti lattici utilizzati negli integratori.
Se all’inizio del trattamento avvertite effetti collaterali (diarrea o feci molli, gonfiore, ecc.), è consigliabile adattare le dosi assumendo inizialmente la metà della dose raccomandata. Aumentate poi gradualmente la quantità assunta in base alle vostre reazioni, fino a raggiungere la dose consigliata dal produttore o indicata dal medico.
Associare probiotici e prebiotici per un effetto ottimale
Allo stesso tempo, è utile consumare una buona quantità di alimenti ricchi di fibre prebiotiche (banana, miele, cipolla, aglio, ecc.). Gli studi dimostrano che questi alimenti nutrono i probiotici, favorendone l’azione. È inoltre possibile assumerli tramite un integratore, come la nostra formula Prebiotico, disponibile sul nostro sito.
Associata a un’alimentazione equilibrata, a buone abitudini alimentari e a uno stile di vita sano, l’assunzione di un integratore adeguato contribuisce a mantenere un microbiota ricco di batteri benefici per tutta la vita. Ora siete pronti a seguire un ciclo di probiotici adatto alle vostre esigenze!







