Hyperkaliémie

Iperkaliemia: cause, sintomi e soluzioni

L’iperkaliemia è un problema medico dalle conseguenze potenzialmente gravi. Se non trattata, può compromettere il corretto funzionamento del cuore, dei muscoli e del sistema nervoso. Comprendere le cause, i sintomi e le complicazioni è fondamentale per prevenire i rischi per la salute e garantire un trattamento adeguato.

In sintesi

  • Il termine iperkaliemia significa avere troppo potassio nel sangue.
  • Questo fenomeno può avere conseguenze molto gravi sulla salute: ripercussioni sul sistema nervoso e muscolare, disturbi cardiovascolari…
  • L’iperkaliemia può essere acuta, costituendo un’emergenza medica, oppure cronica, richiedendo monitoraggio e trattamento a lungo termine.
  • È essenziale consultare rapidamente un medico se si sospetta di avere questo disturbo.

Che cos’è l’iperkaliemia?

Il potassio è un elettrolita essenziale per il corretto funzionamento delle cellule, in particolare di quelle nervose e muscolari. Per questo, garantire un apporto sufficiente e assicurare il mantenimento di un livello stabile nel sangue è importante per la nostra salute.

Il termine kaliemia indica il livello di potassio nel sangue («kalium» in greco). L’iperkaliemia, invece, è caratterizzata da un livello di potassio nel sangue troppo elevato. Al contrario, quando il livello è troppo basso si parla di ipokaliemia.

Il livello di potassio nel sangue viene valutato con un prelievo di sangue e un ionogramma. Questo esame misura anche i livelli di sodio e cloro. In condizioni normali, la concentrazione di potassio nel sangue è compresa tra 3,5 e 4,5 mmol/L. Si parla di iperkaliemia quando il livello supera 5 mmol/L. A seconda dei casi, può essere acuta o cronica. 

L’iperkaliemia acuta corrisponde a un rapido aumento della concentrazione di potassio nel sangue, che si verifica nell’arco di poche ore o pochi giorni. Poiché insorge bruscamente, le cellule cardiache non hanno il tempo di adattarsi. Il rischio di disturbi cardiovascolari è quindi elevato.

Da parte sua, l’iperkaliemia cronica corrisponde a un aumento persistente del potassio, che si manifesta progressivamente nell’arco di diverse settimane o diversi mesi. È spesso legata a malattie renali o surrenaliche, al diabete o all’assunzione di alcuni farmaci. In questo caso, le cellule sviluppano un certo adattamento. Tuttavia, è necessario monitorarla e trattarla.

Quali sono le cause dell’iperkaliemia?

Numerosi fattori possono causare iperkaliemia, tra cui:

  • L’insufficienza renale : i reni non riescono a eliminare correttamente il potassio dall’organismo.
  • La disidratazione, che aumenta meccanicamente la concentrazione degli ioni nel sangue.
  • Alcuni farmaci : alcuni diuretici e trattamenti contro l’ipertensione arteriosa che agiscono sul sistema renina-angiotensina, alcuni antinfiammatori non steroidei (FANS), ecc.
  • Alcune malattie endocrine : diabete (l’insulina regola la potassiemia), morbo di Addison, sindrome di Cushing e altre malattie surrenaliche che possono alterare la produzione di aldosterone…
  • Uno stato di acidosi (squilibrio del pH del sangue), che può provocare il passaggio del potassio dalle cellule al sangue.
  • Apporti alimentari eccessivi di potassio : consumo di alimenti o integratori troppo ricchi di potassio.
  • Lesioni gravi che portano i tessuti a rilasciare il potassio nel sangue.

Buono a sapersi:

A volte il risultato delle analisi del sangue può essere alterato e indicare un livello di potassio troppo elevato, anche se in realtà è nella norma. Si parla allora di pseudiperkaliemia. Questo fenomeno si verifica in genere quando le cellule del sangue si rompono e rilasciano il potassio che contengono. Può accadere, ad esempio, se il laccio emostatico rimane applicato troppo a lungo, se il prelievo di sangue è traumatico o se la provetta viene scossa violentemente dopo il prelievo.

I sintomi dell’iperkaliemia

I sintomi dell’iperkaliemia possono variare in base al livello di potassio nel sangue e alla rapidità con cui aumenta. A volte può essere anche asintomatica.

Problemi muscolari e nervosi

Il potassio svolge un ruolo importante nella capacità dei muscoli di contrarsi e rilassarsi. Un eccesso di potassio nel sangue può causare debolezza muscolare, soprattutto a livello degli arti. Si manifesta con una sensazione di stanchezza generale e/o difficoltà nello svolgere le attività quotidiane.

Possono inoltre comparire crampi muscolari dolorosi in diverse parti del corpo, soprattutto alle gambe. Alcune persone possono anche avvertire formicolio o intorpidimento alle braccia, alle gambe o intorno alla bocca. Nei casi estremi, un’iperkaliemia non trattata può causare una paralisi muscolare, compresa una paralisi respiratoria potenzialmente letale.

Disturbi cardiovascolari

Poiché il cuore è un muscolo, le variazioni dei livelli di potassio nel sangue hanno un impatto diretto su di esso. L’iperkaliemia può alterare il ritmo cardiaco e causare palpitazioni, aritmia (battiti cardiaci irregolari), tachicardia (aumento della frequenza cardiaca) o dolori al petto.

Per questo motivo, quando si rileva un’iperkaliemia, l’elettrocardiogramma (ECG) è un esame fondamentale da eseguire. A seconda della durata dell’iperkaliemia, può mostrare diverse anomalie: onde T appuntite, prolungamento dell’intervallo PR o allargamento del complesso QRS, che rivela un problema di contrazione ventricolare.

Tuttavia, l’entità delle eventuali alterazioni che mostra non è necessariamente proporzionale alle variazioni della kaliemia. Alcuni pazienti presentano alterazioni significative con un’iperkaliemia moderata, mentre altri mantengono un ECG quasi normale nonostante un’iperkaliemia grave.

Disturbi digestivi

In alcune persone, un eccesso di potassio può causare disturbi gastrointestinali, a causa dell’alterazione dell’efficienza muscolare degli organi digestivi:

  • Nausea
  • Vomito
  • Diarrea
  • Dolori e crampi addominali

Nelle persone affette da iperkaliemia, i disturbi digestivi sono meno frequenti delle manifestazioni cardiache o neuromuscolari. Tuttavia, non vanno sottovalutati. Infatti, in alcuni pazienti, soprattutto in quelli affetti da malattie renali, il vomito può causare disidratazione e aggravare l’iperkaliemia, creando un circolo vizioso che richiede un intervento urgente.

Quali sono le complicazioni dell’iperkaliemia?

A causa del suo forte impatto sul cuore e sul sistema nervoso, un livello ematico di potassio troppo elevato e non regolato può causare gravi complicazioni:

  • Aritmie cardiache che affaticano il cuore e favoriscono la formazione di coaguli di sangue
  • Arresto cardiaco e fibrillazione ventricolare nei casi più gravi
  • Paralisi muscolare che interessa anche i muscoli più importanti
  • Disturbi renali, soprattutto nelle persone che soffrono di insufficienza renale

Il trattamento dell’iperkaliemia grave costituisce un’emergenza medica, poiché in assenza di cure sussiste un reale rischio di morte.

Il trattamento dell’iperkaliemia

Il trattamento di un eccesso di potassio dipende dalla sua gravità e soprattutto dalla sua causa. Naturalmente, se è dovuto a un apporto alimentare eccessivo, basterà ridurre il consumo di alimenti e integratori alimentari che lo contengono.

Negli altri casi, le misure da adottare possono prevedere:

  • l’adeguamento della terapia farmacologica (dose, principi attivi utilizzati, ecc.)
  • la prescrizione di farmaci per eliminare il potassio in eccesso
  • una dialisi (filtrazione del sangue tramite una macchina) nei casi più gravi
  • procedure mediche per stabilizzare il ritmo cardiaco in caso di gravi alterazioni: in particolare, iniezione endovenosa di calcio
  • il trattamento dell’insufficienza renale o della malattia endocrina responsabile, con eventuale ricovero in un reparto di nefrologia
  • misure per riequilibrare il pH del sangue: ad esempio, l’uso del bicarbonato di sodio per correggere l’acidosi

Prevenire l’iperkaliemia

Se fai parte delle persone a rischio di iperkaliemia, puoi adottare alcune misure per prevenirla:

  • Segui le raccomandazioni del tuo medico curante in materia di alimentazione e terapia farmacologica.
  • Effettua regolarmente esami del sangue per monitorare il livello di potassio nel sangue.
  • Bevi molta acqua per favorire l’eliminazione renale, evitando le acque minerali con un contenuto troppo elevato di ioni.
  • Evita il consumo di alcol e caffè, che favoriscono la disidratazione e possono quindi aumentare la concentrazione di potassio nel sangue.
  • Assicurati che il diabete, l’insufficienza renale o altre patologie che possono causare acidosi siano trattati, poiché l’acidosi è uno dei fattori che favoriscono l’iperkaliemia.

Se presenti sintomi di iperkaliemia, è importante consultare immediatamente un medico. Una diagnosi e un trattamento precoci possono aiutare a prevenire complicazioni gravi.

Cosa ricordare

L’iperkaliemia corrisponde a una concentrazione di potassio nel sangue superiore alla norma. È più spesso legata a una riduzione della sua eliminazione da parte dei reni, ma può anche essere favorita da alcuni farmaci, da malattie ormonali, da un’ acidosi o da un rilascio importante di potassio da parte delle cellule.

Un’iperkaliemia lieve è spesso asintomatica. Quando è più significativa, può manifestarsi con alcuni sintomi: debolezza muscolare, formicolii, nausea o disturbi del ritmo cardiaco, talvolta rilevati all’elettrocardiogramma (ECG).

La complicanza principale è la comparsa di disturbi del ritmo cardiaco, che possono evolvere fino all’arresto cardiaco nelle forme più gravi. Un’iperkaliemia importante può anche causare una marcata debolezza muscolare nel paziente, fino a una paralisi.

Il trattamento dipende dalla causa e dalla gravità dell’iperkaliemia. Nella vita quotidiana, si basa in particolare sul monitoraggio delle malattie associate alla sua comparsa, sulla sorveglianza dei trattamenti che possono aumentare la kaliemia e sul rispetto delle indicazioni alimentari e mediche fornite al momento della diagnosi.