
Dopo quanto tempo fanno effetto le vitamine D?
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La vitamina D è indispensabile per restare in buona salute. Per questo esistono integratori di vitamina D2 e D3, pensati per aumentare l’apporto quando la sintesi naturale è insufficiente. Ma dopo quanto tempo fanno effetto le vitamine D?
Da ricordare:
- La vitamina D favorisce la salute delle ossa, dei muscoli e del sistema immunitario, ma la sua produzione dipende fortemente dall’esposizione al sole.
- Gli integratori di vitamina D2 (di origine vegetale) e D3 (meglio assimilata) sono utili in caso di carenza, scarsa esposizione al sole o aumentato fabbisogno.
- Per essere assorbita ha bisogno dei grassi alimentari; alcuni disturbi digestivi, farmaci e il sovrappeso possono ostacolarne l’assorbimento.
- Dopo l’assunzione, viene trasformata dal fegato e dai reni nella forma attiva (calcitriolo), utilizzata dalle cellule.
- Gli effetti di un ciclo di integrazione si manifestano generalmente dopo 2 o 3 settimane, con un miglioramento del tono, delle difese immunitarie e della solidità delle ossa.
Quando assumere la vitamina D?
La vitamina D è particolarmente importante per la salute delle ossa e del sistema immunitario. Viene sintetizzata naturalmente dal nostro organismo quando la pelle è esposta ai raggi del sole. La sua produzione è quindi generalmente maggiore in estate che in inverno.
Può essere consigliabile assumere integratori di vitamina D in caso di:
- Scarsa esposizione al sole
- Rischio elevato di fratture, soprattutto in caso di osteoporosi
- Carenza accertata di vitamina D
- Crescita nei bambini e negli adolescenti
- Disturbi digestivi che ostacolano il corretto assorbimento dei nutrienti
Il fabbisogno di vitamina D varia da persona a persona in base all’età, al sesso e allo stato di salute. Per l’integrazione, è possibile assumere vitamina D2 di origine vegetale oppure vitamina D3, che viene assimilata meglio dall’organismo.
Cosa sapere sull’assimilazione della vitamina D
Quando viene prodotta naturalmente dal nostro organismo, la vitamina D viene metabolizzata per essere utilizzata nelle cellule e nei processi metabolici che ne hanno bisogno. Quando invece viene introdotta dall’esterno (con l’alimentazione o tramite integratori), passa prima attraverso l’apparato digerente, dove viene assorbita a livello intestinale.
Viene poi trasformata dal fegato in calcidiolo. Questa è spesso la molecola che viene misurata per valutare lo stato della vitamina D di una persona. Il calcidiolo raggiunge i reni, che lo convertono nella forma attiva chiamata calcitriolo. È quest’ultimo a partecipare ai processi che richiedono la vitamina D.
Perché non si riesce a trattenere la vitamina D?
Cosa rallenta l’assorbimento della vitamina D?
Alcune persone faticano più di altre a mantenere livelli adeguati di vitamina D, nonostante una buona esposizione ai raggi UV e un’alimentazione adeguata. Questo problema è generalmente legato a un cattivo assorbimento dei nutrienti o a un loro metabolismo inefficiente.
Può essere dovuto a:
- Pasti troppo poveri di grassi: la vitamina D è liposolubile e ha bisogno dei grassi per attraversare la barriera intestinale.
- Problemi digestivi che compromettono l’assorbimento dei nutrienti: malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), celiachia, morbo di Crohn ecc.
- Sovrappeso/obesità, che alterano l’assimilazione della vitamina D.
- Assunzione di alcuni farmaci, in particolare quelli prescritti per ridurre il colesterolo.
Cosa aumenta l’utilizzo della vitamina D da parte dell’organismo?
Alcune persone non hanno difficoltà ad assimilare la vitamina D, ma ne consumano più di altre. Per questo i loro livelli nel sangue faticano a rimanere stabili. È il caso, in particolare, delle persone che hanno un fabbisogno maggiore di vitamina D:
- Persone anziane
- Neonati
- Bambini
Quando iniziano gli effetti della vitamina D?
Quando si segue un ciclo di integrazione, si consiglia di assumere vitamina D per 1 o 2 mesi per ricostituire le riserve dell’organismo.
Dopo l’assunzione, viene assorbita nel giro di poche ore e poi metabolizzata dal fegato e dai reni. Per compensare un’eventuale carenza ci vorranno alcuni giorni. Il momento in cui compaiono i primi effetti varia da persona a persona, in base all’efficienza del metabolismo e al fabbisogno di vitamina D. In genere si osservano dopo 2 o 3 settimane di integrazione.
Quando l’organismo raggiunge livelli adeguati di vitamina D, si possono ottenere i seguenti benefici:
- Migliore salute delle ossa: ossa più forti, rischio ridotto di osteoporosi, mineralizzazione ossea più efficace
- Migliore salute muscolare: rischio ridotto di cadute, miglioramento delle prestazioni fisiche, contrazioni muscolari più efficaci
- Difese immunitarie più forti: riduzione del rischio di infezioni, allergie e malattie autoimmuni
- Migliore benessere psicologico: riduzione del rischio di depressione, umore più stabile, maggiore capacità di concentrazione







