
Come curare una candidosi sistemica?
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La candidosi sistemica è una patologia grave che in alcuni casi può portare alla morte. Colpisce perlopiù i pazienti affetti da una patologia che può compromettere le loro difese immunitarie. Come identificare e curare una candidosi sistemica? Ecco cosa c’è da sapere!
In breve:
- La candidosi sistemica è una forma grave di micosi causata da una proliferazione eccessiva di Candida albicans. Il fungo invade l’intero organismo e può colpire diversi organi.
- Se non viene trattata tempestivamente, può causare la morte nel 40 % dei casi.
- Si sviluppa soprattutto nelle persone immunodepresse o in seguito a un grave squilibrio del microbiota intestinale.
- I sintomi comprendono febbre persistente, disturbi digestivi, infezioni urinarie e micosi orali o cutanee.
- Per confermare la diagnosi e avviare le terapie adeguate è necessario un esame del sangue.
Che cos’è la candidosi sistemica?
La candidosi è una forma di micosi causata dalla proliferazione di funghi microscopici della famiglia dei Candida. Nel 50 % dei casi, è dovuta a Candida albicans, presente naturalmente nell’apparato digerente umano. Esistono diversi tipi di candidosi, classificati in base alla regione anatomica interessata, ad esempio:
- Candidosi intestinale (colon)
- Candidosi digestiva (intero tratto digerente, dalla cavità orale al retto)
- Candidosi vaginale o vulvare (genitali femminili)
- Candidosi del glande (negli uomini)
- Ecc.
A volte, il lievito responsabile dell’infezione si moltiplica al punto da invadere un’ampia varietà di organi del corpo umano, se non addirittura l’intero organismo. In questo caso, viene rilevato anche nel flusso sanguigno. Si parla allora di candidosi sistemica, perché non è più localizzata. È una patologia grave che, se non viene trattata in tempo, può portare alla morte nel 40 % dei casi.
Come si sviluppa una candidosi sistemica?
La candidosi sistemica si manifesta generalmente nelle persone immunodepresse, il cui sistema immunitario non riesce più a difendersi efficacemente dai microrganismi patogeni. Colpisce quindi soprattutto:
- I pazienti sottoposti a terapia corticosteroidea prolungata o a chemioterapia
- Le persone con un numero molto basso di globuli bianchi (neutropenia prolungata)
- Le persone con HIV
- Le persone che hanno subito un trapianto d’organo
- Ecc.
La crescita anomala di Candida albicans può essere dovuta a un’infezione nosocomiale contratta durante un ricovero ospedaliero, in particolare se il paziente ha tenuto un catetere per un lungo periodo. Può anche essere causata dalla proliferazione del lievito in seguito all’indebolimento delle difese naturali dell’organismo. Candida albicans è infatti presente nel colon in piccole quantità e senza causare patologie.
In quest’ultimo caso, i lieviti hanno generalmente approfittato di un grave squilibrio del microbiota intestinale per moltiplicarsi. Questo può essere dovuto all’indebolimento delle mucose digestive o a una terapia con antibiotici che ha distrutto i batteri probiotici dell’intestino. In un contesto di riduzione delle difese immunitarie, Candida albicans può quindi passare nel sangue e infettare l’intero organismo.
Identificare una candidosi sistemica
La candidosi sistemica è piuttosto difficile da diagnosticare e spesso viene trattata tardivamente. Va distinta dalla candidosi cronica, che generalmente corrisponde a un’infezione fungina ricorrente in assenza di una terapia di fondo.
La candidosi sistemica si manifesta in genere con febbre prolungata, che non passa dopo l’assunzione di antibiotici, in una persona predisposta alla proliferazione incontrollata di Candida albicans. Un esame del sangue può rilevare la presenza del fungo nel sangue e confermare la diagnosi.
A seconda delle zone in cui si sono insediati i lieviti, l’infezione fungina può manifestarsi con:
- Disturbi digestivi: diarrea, stitichezza, gonfiore, gas intestinali, nausea, vomito, bruciore di stomaco
- Fastidio intimo: prurito e irritazione della vulva e della vagina, perdite bianche maleodoranti
- Infezioni urinarie
- Mughetto se la micosi colpisce la bocca
- Micosi cutanee
- Ecc.
Come curare una candidosi sistemica?
Una volta identificata la candidosi sistemica, si avvia quanto prima una terapia antimicotica per eliminare i lieviti patogeni. Può essere somministrata per via iniettiva (solo in ospedale) o per via orale, sotto forma di compresse, capsule o soluzione da bere. È inoltre necessario rimuovere le possibili vie d’ingresso dell’infezione, come i cateteri.
Poiché questo tipo di grave infezione fungina colpisce soprattutto pazienti con difese immunitarie fortemente compromesse, è necessario chiedere consiglio al proprio medico prima di ricorrere all’automedicazione con qualsiasi mezzo diverso da quelli da lui prescritti.
In caso di candidosi semplice che interessa una sola regione anatomica, può essere utile assumere integratori alimentari a base di probiotici. Tuttavia, in caso di immunodeficienza, questo tipo di integrazione potrebbe non essere indicato e rischia di interferire con una guarigione ottimale dalla candidosi sistemica.
Per questo motivo, l’assunzione di fermenti lattici deve essere approvata da un professionista sanitario che conosca la vostra storia clinica. In caso di dubbi sulla vostra salute, non esitate a rivolgervi al vostro medico curante.







