Endométriose

Il microbiota e l’endometriosi

L’endometriosi è una malattia complessa, infiammatoria, ormono-dipendente, immunitaria e cronica. 

Questa malattia colpisce 1 persona con le mestruazioni su 10. Malattia a lungo ignorata, talvolta molto difficile da vivere nella quotidianità, l’endometriosi è definita come la presenza, al di fuori della cavità uterina, di tessuto simile alla mucosa uterina, che subirà, durante ciascuno dei successivi cicli mestruali, l’influenza delle variazioni ormonali. Ciclo dopo ciclo, in alcune donne affette da endometriosi, si osserva la comparsa di lesioni endometriosiche, endometriomi o aderenze su alcuni organi, legamenti o tessuti (con notevoli variazioni da una donna all’altra), che in alcuni casi provocano dolori, fastidi o «crisi di dolore episodiche», spesso legati alle fasi del ciclo della donna (mestruazioni, ovulazione…). 

I sintomi digestivi sono legati all’endometriosi? 

In molte ci poniamo questa domanda: i miei problemi digestivi possono essere legati alla mia endometriosi? Oggi sappiamo che molte donne affette da endometriosi soffrono di dolori digestivi, durante le mestruazioni oppure per tutto il ciclo. Questi dolori possono essere di diverso tipo e talvolta è difficile distinguere quelli legati all’endometriosi da quelli dovuti ad altro. Ancora oggi, la letteratura scientifica presenta una grande lacuna su questo tema. Sappiamo che il dolore durante la defecazione e alcuni dolori digestivi possono essere legati alla presenza di lesioni intestinali, più spesso nell’intestino crasso. Lesioni che non sempre sono visibili agli esami di diagnostica per immagini. Se queste lesioni si accompagnano alla stitichezza durante le mestruazioni, la situazione può diventare estremamente dolorosa, per esempio. La stitichezza può anche accentuare i dolori durante i rapporti sessuali, chiamati dispareunia, presenti in molte donne affette da endometriosi. 

Cercare di modificare le proprie abitudini alimentari è una soluzione apprezzata da molte pazienti 

L’obiettivo è quindi evitare il più possibile la stitichezza o l’alternanza di stitichezza e diarrea e contribuire, attraverso l’alimentazione, a ridurre l’infiammazione e gli squilibri digestivi. I sintomi digestivi si manifestano spesso sotto forma di crisi dolorose, talvolta accompagnate da endobelly (gonfiore addominale), spossatezza dovuta alla stanchezza cronica e disturbi del sonno. La prostaglandina secreta dalle donne con endometriosi sembrerebbe provocare contrazioni uterine più intense, ma anche contrazioni intestinali. La maggior parte delle donne che ha adottato un’alimentazione antinfiammatoria riferisce una riduzione della frequenza e dell’intensità delle crisi. 

Qual è il legame con il microbiota? 

Sono in corso decine di ricerche sul legame tra lo squilibrio del microbiota (o il suo malfunzionamento) e l’endometriosi. Sono in corso più di 200 studi sulla disbiosi e sulle sue conseguenze. Studi recenti dimostrano che la flora vaginale e il microbiota intestinale potrebbero essere alterati nelle pazienti affette da endometriosi. 

Da un lato, un’alterazione della flora vaginale può causare infezioni e infiammazioni. Dall’altro, i batteri intestinali svolgono un ruolo importante nelle malattie infiammatorie. Inoltre, il 70% delle cellule immunitarie del corpo umano si trova nell’intestino. Un’alterazione della flora potrebbe influire sulla capacità del nostro corpo di difendersi dalle cellule «anormali» e dall’infiammazione.

Il microbiota intestinale regola anche la disponibilità degli estrogeni. È importante sottolinearlo, dato che l’endometriosi è una malattia infiammatoria cronica estrogeno-dipendente. Per questo motivo, la disbiosi intestinale, cioè «un’alterazione della simbiosi tra l’ospite e il microbiota», come precisato da Joël Doré, direttore della ricerca presso l’Istituto nazionale di ricerca per l’agricoltura, potrebbe svolgere un ruolo significativo nella comparsa e nella progressione dell’endometriosi. Sempre più studi confermano questa ipotesi. L’aumento delle disbiosi sarebbe correlato all’aumento delle malattie croniche e del deficit immunitario. 

All’origine delle disbiosi possono esserci uno squilibrio del microbiota genetico, la presenza di un batterio come quello della SIBO, lo stress, l’alimentazione, uno squilibrio ormonale, l’assunzione di antibiotici, un cesareo, fattori genetici, l’assunzione di farmaci come la pillola… 

Inoltre, si stima che l’80% delle donne affette da endometriosi che presentano sintomi digestivi soffra di SIBO* (Small Intestinal Bacterial Overgrowth). (*Endobelly Compendium di Katie Edmonds, 2019). L’80% è tantissimo! 

In concreto, cosa si può fare? 

In caso di endometriosi, è importante prendersi cura della salute del microbiota intestinale. Un’alimentazione sana ed equilibrata favorisce la crescita dei batteri intestinali buoni. Anche la micronutrizione, se di qualità e in concentrazioni adeguate, permette di ripopolare la flora intestinale con il maggior numero possibile di batteri buoni e di favorirne l’equilibrio. In questo modo, l’intestino si rafforza e svolge il suo ruolo nella regolarità intestinale, nel benessere digestivo e nella barriera immunitaria. Influisce anche sulla nostra energia durante la giornata. Allo stesso modo, è fondamentale mantenere l’equilibrio del microbiota vaginale per prevenire i fastidi che possono comparire e ripresentarsi nella vita di una donna. Un’igiene adeguata, un’alimentazione povera di zuccheri raffinati e un’integrazione per sostenere l’equilibrio vaginale sono preziosi alleati della flora vaginale.

Alcuni accorgimenti da mettere in pratica 

Per quanto mi riguarda, prendermi cura del mio equilibrio intestinale mi ha aiutata molto, sia per i fastidi dopo i pasti, sia per il gonfiore addominale e l’intensità delle reazioni del mio organismo.

Ho scelto i probiotici di Apyforme perché sono ad alta concentrazione, con circa 60 miliardi di fermenti, per un’efficacia elevata. Contengono 10 ceppi microbiotici studiati clinicamente, di cui 2 brevettati, coltivati in Francia e depositati presso il CNCM dell’Institut Pasteur. Sono senza glutine, senza eccipienti, francesi e altamente assimilabili. Li abbino ai prebiotici di Apyforme con estratto di kiwi, che tollero molto bene. Alterno questi cicli con il loro ciclo di probiotici L Gasseri. 

Infatti, il L Gasseri è stato studiato su gruppi di donne affette da endometriosi. I risultati sono positivi per quanto riguarda la riduzione dei dolori e, per alcune donne, anche la riduzione delle dimensioni delle lesioni. 

Si può anche cercare di limitare gli interferenti endocrini e i prodotti tossici. Evitare di riscaldare la plastica, mangiare biologico, filtrare l’acqua, scegliere i cosmetici con un’app come Yuka, per esempio, lavare i vestiti prima di indossarli, evitare i cibi trasformati… 

Sostenere il fegato per disintossicare il corpo, soprattutto con l’arrivo della primavera, con cicli delicati a base di cardo mariano, carciofo, ravanello nero o tarassaco. 

Iniziare un’attività sportiva, che aiuta la circolazione dei fluidi e l’ossigenazione degli organi. 

E naturalmente ridurre lo stress, trovare un sostegno per gestire e accogliere le proprie emozioni. Si può iniziare una pratica basata sulla respirazione, seguire una terapia, cambiare vita professionale, trascorrere spesso i fine settimana nella natura: tutto ciò che ci aiuta a ritrovare la calma… 

Tutte queste cose possono aiutarci gradualmente a ritrovare l’equilibrio della flora intestinale e a recuperare energia e libertà, grazie alla riduzione dell’infiammazione e al miglioramento dell’assorbimento dei nutrienti e delle vitamine. Se i fastidi persistono, è importante consultare un medico per ricevere indicazioni sul proprio percorso di cura.